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Rockin’ Troubadour: The Doors – quando la musica abbatte il muro

La poetica dei The Doors mirava ad abbattere il muro: cercavano la libertà.

Rockin' Troubadour: The Doors

I The Doors, fondati nel 1965 da Jim Morrison e Ray Manzarek durante un leggendario incontro su una spiaggia di Venice, hanno rappresentato un punto di svolta nella storia della musica.

La poetica del gruppo mirava ad abbattere il muro, ad abbandonare il modo comune di pensare: cercavano la libertà. La loro carriera è stata caratterizzata da una continua lotta contro l’autorità, una battaglia che Jim sentiva di voler combattere ad ogni costo.

È emblematico un episodio del 1967, quando il produttore di una trasmissione televisiva, Ed Sullivan Show, in cui i The Doors erano ospiti, chiese al gruppo di modificare il testo di Light my fire ed escludere la parola “higher”, ma Jim violò la censura pronunciando la parola in modo ancor più chiaro davanti alla telecamera.

I The Doors divennero i rappresentanti del movimento sociale che scuoteva gli Stati Uniti nella fine degli anni Sessanta.

Uno dei principali ingredienti del loro successo, è stata l’armonia che si era creata all’interno dei The Doors. Il volto del gruppo era Jim, ma ogni membro aveva la stessa importanza. Nel corso del tempo hanno avuto le loro divergenze, ma erano come una famiglia. Jon Densmore ha dichiarato in un’intervista alla celebre rivista Rolling Stone:  «Ha detto: “Dividiamoci i diritti delle canzoni”. È stato un momento fondamentale, non credo che nessuno lo abbia mai fatto dagli anni ’30 in poi. Ci siamo subito sentiti coinvolti al 200 per cento. Quando siamo diventati famosi capitava che ai concerti ci annunciassero come “Jim Morrison e i Doors”, ma lui andava a prendere l’annunciatore lo trascinava fuori sul palco e gli faceva dire: “The Doors”. Jim era la star, il frontman, ma dietro le quinte eravamo tutti uguali». Il carisma di Jim Morrison ha incontrato perfettamente l’abilità dei suoi compagni Manzarek, Densmore e Krieger, capaci di tradurre in musica i suoi testi. Così hanno dato vita a qualcosa di unico. Ray e Jon creavano la base per le canzoni, permettendo a Jim e Robby di dare sfogo alla propria creatività.

The Doors

I The Doors sono il simbolo della loro epoca, non solo per la filosofia che rappresentavano, ma anche per il comportamento dei membri del gruppo ed in particolare del loro leader: Jim Morrison usava spesso provocare le forze dell’ordine durante le esibizioni dei The Doors. Il 9 dicembre 1967 venne arrestato durante un concerto a New Haven proprio per questo motivo. Il suo carattere ribelle e l’incessante ricerca di libertà gli fecero assumere atteggiamenti sempre più sregolati, aggravati dalla dipendenza dall’alcol e dall’uso di droghe, che causarono anche tensioni con gli altri membri del gruppo.

Jim ha detto: «Penso a me stesso come a un essere umano intelligente e sensibile, ma con l’anima di un pagliaccio, che mi costringe a distruggere tutto nel momento piú importante».

Forse è questo che accadde l’1 marzo 1969 durante il concerto di Miami. Jim dopo le prime due strofe di Five to one definisce il suo pubblico “un branco di schiavi”. La sua intenzione era quella di suscitare una reazione negli spettatori, di scuotere le loro coscienze e afferma più volte: «Cosa pensate di fare?». Il gruppo tenta di interrompere Jim iniziando a suonare Touch me, ma Morrison canta solo le prime due strofe prima di riprendere il discorso: «Voglio cambiare il mondo!» diceva. Morrison esorta gli spettatori a scendere per le strade della città e divertirsi. Alle autorità questo non piace e alla fine del monologo Jim viene accusato di aver mostrato i genitali in pubblico, in verità con prove praticamente inesistenti. Ray, Jon e Robby testimoniano in suo favore, però i giudici sono decisi a condannarlo. Quest’episodio segna l’inizio del declino del gruppo, che darà poi vita ad alcuni dei loro lavori più apprezzati come l’album “L.A Woman” del 1971. L’ultimo concerto è del 1970 a New Orleans, Jim crolla sul palco. Manzarek ha parlato di quest’episodio dicendo di aver avuto l’impressione che le energie di Morrison si fossero esaurite. I The Doors decidono di dedicarsi al lavoro in studio e abbandonare i concerti.


The Doors – Jim Morrison

 

Dopo aver terminato l’incisione di “L.A. Woman”, per sfuggire al processo e ad una situazione che si faceva sempre più complicata, Jim si trasferisce a Parigi dove raggiunge la sua storica compagna Pamela Courson e dove muore il 3 luglio 1971 in circostanze misteriose.

Il grande successo dei The Doors è testimoniato dall’enorme quantità di materiale che è stato prodotto per raccontare la loro storia, tra cui il film “The Doors” di Oliver Stone del 1991, che non è stato apprezzato dagli stessi membri della band per il ritratto che fa di Jim Morrison, tralasciando completamente il suo lato più umano e poetico, e per aver raccontato una versione troppo romanzata della storia. Manzarek nel suo libro “Light my fire – la mia vita con Jim Morrison” critica aspramente il film e Stone. A rendere giustizia alla band è stato un cine-documentario intitolato “When you are strange”, di Tom DiCillo uscito nel 2009 e definito da Manzarek il vero “anti-Stone” e apprezzato da Densmore per aver finalmente descritto «il Jim che conoscevo».

Jim e i The Doors hanno rivoluzionato il modo di fare musica. Jim Morrison incarna alla perfezione la figura del poeta maledetto e della rockstar, molti artisti hanno provato a imitarlo nel corso degli anni, ma troppo spesso ci si concentra solo sugli eccessi che hanno caratterizzato la sua vita, dimenticando quello che principalmente è stato: un poeta e un rivoluzionario.

The Doors – Jim Morrison

 

Quando si parla di Jim Morrison bisogna sempre fare attenzione a distinguere la realtà dalla leggenda, ma spesso sono intrecciate. La vita stessa di Jim e la sua morte hanno contribuito a rendere la sua fama eterna, a renderne un esempio per chi decide di ribellarsi alle convenzioni ed agli schemi socialmente imposti.

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Enrico Roca

Written by Enrico Roca

Capelli lunghi, barba e occhi chiari. Parlo poco, cerco di ascoltare molto. Amante di letteratura, la scrittura è la mia passione, ho pubblicato due romanzi e molte poesie. Appassionato di musica di ogni genere, in particolare il rock, i miei artisti preferiti sono Jim Morrison, Bon Jovi e James Blunt.

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