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Golden Globe 2018 – La serata di premiazione

Si è tenuta stanotte a Beverly Hills la 75sima edizione dei Golden Globe, i premi del cinema e della televisione americani decisi dall’Associazione della stampa estera.

Golden Globe Awards 2018

Si è tenuta stanotte a Beverly Hills la 75sima edizione dei Golden Globe, i premi del cinema e della televisione americani decisi dall’Associazione della stampa estera, che aprono la danza delle numerose cerimonie di premiazione dei primi mesi dell’anno e che soprattutto anticipano spesso quelli che saranno i risultati degli Oscar.

Le categorie dei Golden Globe sono 25: 14 per il cinema e 11 per la televisione. I premi sono divisi in base al genere del film o della serie tv. A differenza degli Oscar i Golden Globe premiano quindi sia cinema che tv, e non assegnano premi tecnici (come quelli per il trucco o per la fotografia).

Presentata dal comico e conduttore Seth Meyers, la serata ha dovuto necessariamente affrontare lo scandalo Weinstein.

Il comico Seth Meyers, a cui spetta il difficile compito di condurre la cerimonia in uno dei momenti più delicati di Hollywood, ammette fin dall’inizio che «sono anni che non si vedeva sul palco un uomo bianco così nervoso».

Le polemiche sugli abusi subiti dalle donne dello spettacolo sono al centro del suo monologo d’apertura: «La marjuana è finalmente liberalizzata e le molestie sessuali finalmente non lo sono».

Golden Globes 2018 – Seth Meyers

 

Non risparmia battute su Harvey Weinstein: «È il momento di parlare dell’elefante che non è nella stanza, ma tranquilli, ricorderemo Harvey Weinstein fra vent’anni perché sarà l’unico accolto dai “buu” nel segmento in memoriam».

E ci va giù pesante anche con Spacey: «Faranno un’altra stagione di House of Cards, ma senza Kevin Spacey. Per caso Christopher Plummer è disponibile per il ruolo?».

Ma il momento più commovente, in una serata dove l’annuncio dei tanti premi lascia ben poco spazio allo spettacolo, è il discorso di Oprah Winfrey, che riceve il Cecil B. DeMille Award, il premio alla carriera,«la prima donna nera a ricevere questo riconoscimento». Poi si rivolge ai maschi che abusano delle donne, non solo nel mondo dello spettacolo, avvisandoli che «il loro tempo è scaduto».


 

Emoziona la standing ovation per Kirk Douglas (accompagnato da Catherine Zeta-Jones), tra i primi a scegliere di far lavorare uno sceneggiatore come Dalton Trumbo, messo all’indice nella lista nera di McCarthy.

Golden Globe 2018 – Kirk Douglas e Catherine Zeta Jones

 

Standing ovation anche per Barbra Streisand che ricorda di essere stata la prima – ed ultima – donna ad aver ricevuto un Golden Globe per miglior regia.

Golden Globe 2018 – Barbra Streisand

 

La vera novità di quest’anno – che a dire il vero, tutti noi ci saremmo aspettati – è l’associazione di recentissima fondazione Time is Up. È partita la giusta e sacrosanta caccia agli orchi: ad Hollywood si respira aria di cambiamento. Time is Up è formata da importanti nomi dello star sistem hollywoodiano in lotta contro la violenza e le molestie sul lavoro, con un fondo per il sostegno legale delle vittime.

Le solite note dietro l’iniziativa sarebbero Emma Watson (impegnata in qualità di presentatrice), Jessica Chastain (nominata per Molly’s Game) e l’eterna Meryl Streep (che ha ottenuto l’ennesima nomination con il suo ruolo in The Post). Tutte e tre le dive sono ben note per il loro impegno politico e sociale e per essere femministe impenitenti. Emma Watson è un’icona per i millenials per le sue idee audaci, Jessica Chastain si è pubblicamente lamentata per la qualità dei ruoli femminili nei film visti a Cannes (dove presiedeva come giurata) e Meryl Streep… beh, di certo non è una novellina quando si tratta di prendere posizioni ben precise.

L’iniziativa proposta a sostegno di questa causa, era quella di vestire di nero, che ha regnato incontrastato sul tappeto rosso.

In tantissimi poi sfoggiano la spilla con logo di Time’s Up, mentre sui social impazzano gli hashtag dedicati #WhyWeWearBlack e #TimesUp.

Emma Watson spiega il fulcro della questione: 

«La protesta ovviamente non si è conclusa con il tappeto rosso ma anzi, è stata la colonna portante di una serata di premiazione con al centro l’orgoglio e la furia delle donne. Presentatrici e vincitrici erano unite dallo scopo di ricordare le tante ingiustizie di genere che ancor oggi costituiscono il loro quotidiano ambiente di lavoro. Gli uomini presenti, a partire dal conduttore Seth Mayers, si sono “arresi” all’evidenza».

Le più scatenate sono state, nell’ordine: Oprah Winfrey e il suo discorso di 9 minuti dedicato al cambiamento che deve essere esteso a tutte le donne del mondo, Jessica Chastain e le sue battute taglienti sulla disparità salariale con i colleghi uomini e Natalie Portman e la sua sottolineatura durante la premiazione della categoria miglior regia.

Golden Globe 2018 – Natalie Portman

 

Qualcuno ha fatto però notare che dei tanti discorsi durante il corso della serata, nessuno ha ricordato il movimento #MeToo o gli scandali sessuali dei mesi scorsi, che sono invece stati al centro di quasi tutte le premiazioni al femminile. Senso d’inibizione e ineguatezza di fronte a una platea di colleghe donne più agguerrite che mai o partecipazione solo di facciata? Lo scopriremo solo nei prossimi mesi, quando anche gli uomini saranno chiamati a sostenere un cambiamento profondo e reale delle dinamiche economiche e lavorative di Hollywood.

Intanto è molto probabile che il nero continui ad imperversare sui tappeti rossi della storia dei premi fino all’appuntamento più importante: gli Oscar. 

La cerimonia ha assunto un valore che va al di là del mero riconoscimento per il lavoro svolto e l’articolo potrebbe concludersi qui, ma – per dovere di cronaca – ecco tutti i vincitori della 75ma edizione dei Golden Globes.

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Ilaria D'Alessandro

Written by Ilaria D'Alessandro

Capelli ricci, rossetto e mascara sono il suo tratto distintivo. Per lei il cinema, un piacere che si concede ogni volta che può, è un modo per evadere dalla realtà ed immergersi in mondi nuovi. La musica, fedele compagna delle sue giornate, fa da sottofondo quando lavora, ma spesso si lascia trascinare dal sound e finisce col dimenticare ciò che stava facendo!

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