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Stranger Things 2 – La recensione di Rockin’ Donuts

Stranger Things 2 - La recensione

Dopo una lunga attesa, resa ancora più spasmodica dal timer gentilmente offerto da Netflix, finalmente Stranger Things è tornato.

La premessa è semplice: Hawkins, cittadina di fantasia in Indiana (Stati Uniti), novembre 1984. Dagli edifici dell’Hawkins National Laboratory fugge una misteriosa creatura e rapisce il dodicenne Will Byers. I suoi migliori amici, Mike, Dustin e Lucas, si gettano alla sua ricerca, incappando in Eleven, una bambina dotata di altrettanto misteriosi poteri, che li aiuterà a far venire a galla la verità e a ritrovare il bambino scomparso. Una trama che mescolava con vigore e profitto elementi di film classici per ragazzi (I Goonies su tutti) a storie dell’orrore e di fantascienza tutto sommato tradizionali.

A rendere particolarmente efficace il contesto contribuiscono una serie di elementi che identificano prima di tutto il tempo in cui la narrazione si svolge; questi, più che ricostruire l’effettiva vita negli U.S.A. nel 1983/84, rievocano (o costruiscono, nel caso degli spettatori più giovani) l’immaginario comune degli anni ottanta.

Riferimenti a film ormai cult, abbigliamenti e acconciature ma anche e soprattutto l’efficace colonna sonora, si intrecciano alle indicazioni storiche – nel caso della nuova stagione, le elezioni del 6 novembre 1984 o ancora l’incidente di Three Mile island – formando uno sfondo perfetto per la narrazione.

Il Demogorgone è stato sconfitto, El ha aperto senza volerlo un portale, sacrificandosi per permettere al proprio “party” di sopravvivere. Dove è finita? Sta bene? Riuscirà a tornare dalle prime persone che sono state capaci di trattarla come una ragazzina “normale”?

Stranger Things 2 – La recensione

 

Queste erano le domande che frullavano in testa alla conclusione del primo finale di stagione, ma nonostante l’uscita del gioco 2D mobile (disponibile gratuitamente per Android & IOS) i fan della serie, tra cui il sottoscritto, non erano appagati né soddisfatti: era d’obbligo, almeno, una seconda stagione.

Stranger Things 2, la fortunata serie TV americana il cui debutto ha riscosso un grande successo, ancora una volta ha fatto centro: una trama avvincente, intricata e piena di colpi di scena, riferimenti “doorsiani” e non, sono tutto ciò che serve per tenervi incollati allo schermo.

I Duffer Brothers non hanno lesinato sulle novità, concentrandosi in particolar modo ad approfondire e a rendere più “umani” i protagonisti tanto amati.

Il vero fulcro di questa seconda stagione sono, per l’appunto, i personaggi, le loro presunte evoluzioni e tutto il mondo che li circonda. Ancora più citazioni, sempre più eleganti, e ancora più situazioni paranormali: dal Sottosopra al gigante mostro lovecraftiano, tutto è costruito per guidare, trasportare e coinvolgere.

Se pensavate che nella prima serie il Demogorgone fosse il più cattivo tra i mostri che spuntano fuori da Dungeons & Dragons, è perché non avevate ancora visto il Mind Flayer (Illithid), il mostro ombra che si impossessa delle altre creature e che ne spia il cervello. Un presagio di morte che ancora aleggia nel Sottosopra e che dovrà essere sconfitto definitivamente nelle prossime stagioni.


Stranger Things 2 – La recensione

 

Ma sapete chi è ghiotto di Nougat? Cosa sono i Nougat? Semplice, barrette al cioccolato. Chi ne è ghiotto? Bè, Dustin ovviamente,  ma non è il solo e, visto che il qui presente autore riterrebbe adatta la pena di morte per il reato di spoiler, concludiamo augurando a tutti buona visione.

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Vittorio Sarnelli

Written by Vittorio Sarnelli

Un antico adagio narrava: chiedete ad un uomo di compiere imprese straordinarie e lo farà. Ordinategli di raccontarsi in poche parole e dimenticherà anche il proprio nome.

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