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White Gold, la serie Netflix con Ed Westwick

White Gold - Netflix

Vi sareste mai immaginati di ritrovare lo stronzo più stronzo dell’Upper East Side a vendere finestre in una minuscola contea inglese del 1983?

Con la sua inconfondibile camminata e il tipico sguardo da conquistatore seriale, Ed Westwick, l’indimenticabile Chuck di Gossip Girl, è tornato in una miniserie (solo 6 episodi di 30 min. circa ciascuno) della BBC, trasmessa a maggio per il pubblico inglese e pubblicata poi su Netflix due settimane fa.

Ambientata nell’Essex degli ’80, con la Tatcher al potere e i Duran Duran in vetta alle classifiche, White Gold racconta la storia di una squadra di venditori di finestre in PVC a doppio vetro (l’oro bianco, da cui è tratto il titolo) del negozio “Cachet Windows”, diretto in maniera certamente discutibile da Tony Walsh (Nigel Lindsay).

White Gold – Netflix

 

A capo della squadra, l’affascinante e sicuro di sé Vincent Swan (Ed Westwick), che non ama altro che fare soldi, tradire la moglie Sam (Linzey Cocker) con chiunque gli capiti a tiro e sbronzarsi con i compari Brian (James Buckley) e Martin (Joe Thomas).

Impossibile non notare, sin dall’inizio, che è il protagonista a reggere da solo l’intera serie che, pur non annoiando (complice la durata molto breve delle puntate), risulta nel complesso un po’ banale, poco interessante ed eccessivamente stereotipata sulla figura del classico venditore “porta a porta”: truffaldino, scorretto e senza scrupoli, i cui eccessi appaiono, in alcuni casi, al limite della farsa.

C’è da dire, però, che sei episodi sono veramente pochi per sviluppare una storyline degna di essere chiamata tale.

Un plauso va, senza ombra di dubbio, alla colonna sonora. Ogni episodio è infatti pieno zeppo di brani più o meno famosi del repertorio musicale anni ‘80: fantastica “Gloria” nella sua versione inglese cantata da Laura Branigan!

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Anna Improta

Written by Anna Improta

Con una laurea e mezza nel cassetto, ancora cerca di capire cosa vuole fare e dove vuole andare. Nel frattempo, oltre a lamentarsi per gli esami come ogni studentessa che si rispetti, parla (troppo), scrive, legge, mangia compulsivamente caramelle gommose e guarda film e telefilm come se non ci fosse un domani

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