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Halloween, un gradito ritorno. La recensione

A distanza di 40 anni dall’originale ritorna Halloween, diretto da David Gordon Green che riprende la storia da dove si interrompe il primo film.

Prima di cominciare la recensione di Halloween occorre una breve, ma necessaria premessa: chi sta scrivendo questa recensione ha 24 anni e se oggi è appassionato di film horror lo deve in larga parte a quel genio di John Carpenter e a Halloween. Circa 7/8 anni fa mi sono avvicinato a questo genere cinematografico vedendo proprio l’omonimo film del 1978, una pellicola diventata ormai un cult e che ha reso celebre il personaggio di Michael Myers. Quando lo vidi rimasi affascinato dall’atmosfera che pervadeva tutto il film e da questa figura spettrale che si muoveva sempre di soppiatto pronta a colpire in ogni modo e a terrorizzare un’intera cittadina. Un film con una trama piuttosto semplice, girato con poco budget ma che riusciva a tenere alta l’attenzione del pubblico dall’inizio alla conclusione.

Halloween, 1978

In seguito al grande successo riscosso dal film, nel corso degli anni furono realizzati tantissimi sequel o remake della saga – per la precisione nove – che, spinto dalla mia curiosità e amore per il genere e per l’originale, ho recuperato in breve tempo, ma pochi di questi mi sono rimasti impressi o mi hanno colpito come quello di John Carpenter.

Oggi, a distanza di 40 anni dall’originale, a David Gordon Green (regista soprattutto di commedie) è stato affidato il compito di dirigere un nuovo capitolo della saga che tralascia tutto quello che è stato realizzato in questi anni, riprendendo la storia da dove si interrompe il primo film. Inoltre troviamo nella parte dei protagonisti gli stessi attori scelti da Carpenter per l’Halloween del ’78: Jamie Lee Curtis (Laurie Strode) e Nick Castle (Michael Myers).

Halloween – Michael Mayers

La storia è ambientata ai nostri giorni e inizia con due giornalisti che stanno cercando di ottenere nuove informazioni sugli omicidi avvenuti a Haddonfield in quella notte di halloween di quaranta anni fa. I due si trovano così faccia a faccia con i due protagonisti ed è evidente come Laurie sia molto cambiata nel corso di questi anni. L’esperienza vissuta l’ha traumatizzata e l’immagine di Michael è ormai impressa nella sua mente. Senza dilungarmi molto nella trama, si succederanno vari eventi che man mano avvicinano la storia allo scontro finale tra i due: uno scontro che la donna sta ormai aspettando da tempo.

Jamie Lee Curtis interpreta Laurie Strode

Ed è proprio il personaggio di Laurie Strode che risulta molto potente e ben presentato nel corso della storia. È evidente una completa trasformazione rispetto alla ragazza indifesa e debole che riusciva a sopravvivere alla fine del primo film ma grazie anche all’aiuto del Dottor Loomis, psichiatra di Michael. Ora Laurie è una donna adulta e ha deciso che non può restarsene con le mani in mano, ma piuttosto deve prepararsi al meglio per il momento in cui potrà finalmente mettere le mani sul suo persecutore e ucciderlo. Il lato femminile della vicenda è rafforzato anche dalla presenza della figlia e della nipote della protagonista. Entrambe sono a conoscenza di ciò che è accaduto tanti anni prima e vorrebbero che Laurie riuscisse a superare il suo trauma. I rapporti non sono facili all’interno della famiglia, ma è bello vedere come nel momento del pericolo tutte loro saranno pronte a proteggersi l’un l’altra.

La storia in sé riprende diversi elementi tipici del genere, come ad esempio tutta la trama relativa ad amori e relazioni adolescenziali, ma ciò che fa compiere un balzo in avanti al film è proprio la forza dei personaggi e alcune scene piuttosto d’effetto e di forte violenza.

Ciò che ne viene fuori è quindi un film slasher di alto livello e che riesce a essere allo stesso tempo un degno seguito del capolavoro di Carpenter. Sono moltissimi i rimandi al capostipite della saga, che si ritrovano sia nelle parole dei personaggi mentre rievocano alcuni eventi del 1978, sia in alcune scene che riprendono in pieno elementi o movimenti che si ritrovavano nell’originale. Un fan di lungo corso della saga riuscirà sicuramente a riconoscerli tutti e ogni volta sarà per lui un ritorno al passato.  

Sicuramente non potrà essere considerato un capolavoro del cinema horror, ma di certo, nell’ottica della saga di “Halloween”, si merita un bel posto nel podio a fianco del primo film e forse di quell’Halloween II – Il signore della morte del 1981 che aveva continuato la vicenda interrottasi nel primo film e che però nel corso degli anni è stato spesso considerato come un film di basso livello, ma che, secondo me, a distanza di anni continua a rimanere un più che degno sequel.

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Written by Simone Giorgi

Simone Giorgi

Nerd allo stadio avanzato e collezionista sfrenato di fumetti, ha sempre bisogno della sua dose quotidiana di film o serie tv per superare la giornata. Frequentatore assiduo di concerti, i suoi generi preferiti sono il rock e l'indie italiano.
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