in , , , ,

Guns n’ Roses @Firenze Rocks 2018 : Firenze diventa una “Paradise City”

Ad un anno dal concerto ad Imola, tornano in Italia i Guns n’ Roses, che stanno girando il mondo con il “Not in This Lifetime Tour”

Guns n' Roses @ Firenze Rocks 2018 - recensione concerto - Rockin' Donuts

Ad un anno dal concerto ad Imola, tornano in Italia i Guns n’ Roses, che stanno girando il mondo con il “Not in This Lifetime Tour”, che per l’enorme quantità di date, ben 157, sta diventano un “Neverending Tour”.

A scaldare una giornata già di per sé bollente, ci pensano i gruppi di apertura. Iniziano i Pink Slips con il loro synth-punk, poi tocca allo sludge metal dei Baroness e concludono i Volbeat, gruppo rockabilly metal danese.

Poi, alle 20, appaiono sugli schermi dei cannoni che iniziano a “sparare” sulla folla. I cannoni ce li stanno annunciando, la tensione sale, sappiamo che stanno arrivando, ma si fanno attendere. Poi eccoli: i Guns n’ Roses appaiono sul palco. Molti di noi hanno ancora negli occhi e nelle orecchie il duetto fra Guns e Foo e ci chiediamo se i Foo Fighters “ricambieranno il favore” facendo un’incursione sul palco. Spoiler: no, non accade.

Guns n’ Roses @ Firenze Rocks 2018 – recensione concerto – Rockin’ Donuts

I Guns n’ Roses sono lì sul palco, imperturbabili, sempre gli stessi, quasi stoici. Sono esattamente come ti aspetti che siano. Axl, nonostante il caldo immenso, non si separa mai dalla sua camicia di flanella legata in vita, Slash, che ha più capelli di una qualsiasi donna sulla faccia della terra, li copre col solito cappello a cilindro borchiato. Catene, croci e borchie ovunque. È così che ci piacciono i Guns ed è così che vogliamo vederli sempre, e non ci deludono.


Duff McKgan – Guns n’ Roses @ Firenze Rocks 2018 – recensione concerto – Rockin’ Donuts

Il brano d’apertura è “It’s so Easy”, lo stesso da anni. La band prosegue con Mr. Brownstone, Chinese Democracy e finalmente Welcome to the Jungle, che tutti aspettavano e che tutti hanno cantato a squarciagola. Il palco ha due schermi laterali e uno centrale che proietta videoclip dedicati ad ogni canzone suonata. Gli occhi del pubblico sono sempre su Axl e Slash, che raccolgono ovazioni quando vanno verso il pubblico.

I Guns n’ Roses sono ormai una macchina rodata e la loro scaletta cambia poco. Il gruppo ha suonato per 3 ore e mezza e dopo un po’ la voce di Axl si è fatta calante e non riusciva ad arrivare alle note della sua gioventù, ma è corso in soccorso il mitico, fantastico, eccezionale Slash che con la sua chitarra ha fatto magie, regalandoci momenti di puro ed inebriante godimento. Ha regalato degli assoli quasi su ogni canzone, catturando l’attenzione del pubblico con ogni sua nota.

Slash – Guns n’ Roses @ Firenze Rocks 2018 – recensione concerto – Rockin’ Donuts

Verso la fine del concerto, arriva la canzone grazie alla quale per la prima volta ascoltai, a 13 anni, i Guns n’ Roses. Axl, al pianoforte, intona le prime note di “November Rain”, seguito a ruota da Slash e gli altri musicisti. Ed è subito lacrimuccia.

Dopo aver reso omaggio alla memoria di Chris Cornell con “Black Hole Sun”, viene ripescato da Lies “Used to love her”. Prima dei bis, la “messa corale” ha il suo apice con “Knockin’ on Heaven’s Door”. Axl cerca l’intesa con il pubblico facendo cantare gran parte del ritornello.

Dopo più di tre ore di concerto arriva in conclusione, l’immancabile “Paradise City” e la serata si chiude col botto: un’immensa cascata di coriandoli verdi, bianchi e rossi e un numero indescrivibile di fuochi d’artificio. Uno spettacolo straordinario, che ha reso Firenze una “Paradise City”.

SCALETTA: It’s So Easy

Mr. Brownstone

Chinese Democracy

Welcome to the Jungle

Double Talkin’ Jive

Better Estranged

Live and let die (cover degli Wings)

Slither (cover dei Velvet Revolver)

Rocket Queen

Shadow of Your Love (cover degli Hollywood Rose)

You Could Be Mine

Attitude (cover dei Misfits)

This I Love

Civil War

solo di chitarra di Slash (con citazione di “Johnny B. Goode”)

Speak Softly Love (tema d’amore di “Il Padrino”, di Nino Rota)

Sweet Child O’ Mine

Wichita Lineman (cover di Jimmy Webb)

Coma

Wish You Were Here (cover dei Pink Floyd)

November Rain (con intro di “Layla” di Derek & the Dominos)

Black Hole Sun (cover dei Soundgarden)

Used to love her

Knockin’ on heaven’s door (cover di Bob Dylan)

Nightrain

BIS: Patience

Yesterdays

The seeker (cover degli Who)

Paradise City

 

One Ping

  1. Pingback:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Capelli ricci, rossetto e mascara sono il suo tratto distintivo. Per lei il cinema, un piacere che si concede ogni volta che può, è un modo per evadere dalla realtà ed immergersi in mondi nuovi. La musica, fedele compagna delle sue giornate, fa da sottofondo quando lavora, ma spesso si lascia trascinare dal sound e finisce col dimenticare ciò che stava facendo!

Foo Fighters @ Firenze Rocks 2018: Dave Grohl è il vero mattatore della serata

Iron Maiden @Firenze Rocks 2018 : Iron Maiden fra teatralità e musica