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Rockin’ Troubadour: Sugarfree – un gruppo fuori dagli schemi

Il pensare fuori dagli schemi fu una bella novità, ma la poetica che aveva portato il gruppo al successo era impossibile da replicare.

Sugarfree - Rockin' Troubadour

Gli Sugarfree sono decisamente un gruppo che pensa fuori dagli schemi e questo è palese mentre leggiamo alcuni dei loro testi più famosi, che giocano su doppi sensi osceni e sul desiderio carnale.

Sugarfree – Rockn’ Troubadour

Una di queste canzoni è “Cleptomania” del 2004, brano d’esordio di questa band, che si formò nel 2000 e che fino ad allora aveva suonato cover nei locali catanesi.

Sono affetto da un morbo incurabile

Il mio difetto è un istinto incontrollabile

Se ti vedo devo averti tra le mie mani

In questo testo il desiderio del protagonista di possedere la donna amata è talmente forte da essere paragonato all’impulso che prova il cleptomane.

Liquidato da ogni dottore “Non rimedio” queste le parole

Ma la mia cura potresti essere tu

Prima o dopo i pasti non importa

Due o tre volte al giorno sì mi bastano per sperare

Aiutami a guarire da questa mia malattia

Affetto da una strana forma di cleptomania

Voglio averti mia, solamente mia

Matteo Scuderi, frontman della band, ci informa che la sola cura a questa malattia è proprio la donna. E subito dopo la richiesta si fa più esplicita:

Ora che non ho più via d’uscita

Ora che ogni porta è stata chiusa

Apri almeno le tue gambe verso me

Magari non è proprio la frase più elegante a cui si possa pensare, molti altri artisti avrebbero usato qualche metafora, mentre gli Sugarfree sono molto più diretti.

Già sto meglio se ti tengo tra le mie mani

Sto guarendo se ti tengo tra queste mani

La canzone si chiude così, con la temporanea guarigione del protagonista. Il testo può sembrare volgare in alcuni versi, ma c’è della poesia dietro, non è un testo banale. Descrivere l’amore come una malattia non è una cosa nuova, se pensiamo alla letteratura classica Catullo nel carme 51 ne descrive i sintomi e nel carme 76 chiede agli dei di liberarlo da quel male.

E se già “Cleptomania” può sembrare un testo osceno, in “Cromosoma” (2005) si perde la vena poetica che aveva comunque contraddistinto il testo d’esordio e si accentua la componente oscena.

Sono nato solo per possederti

Sono nato solo per innamorarti

E fammi entrare per riempire

Il vuoto che hai

E fammi entrare per lenire

L’istinto che dai

Questo è il ritornello della canzone, che non lascia spazio a interpretazioni. Ma gli Sugarfree sono anche capaci di creare testi più dolci, merita una menzione particolare “Solo lei mi dà”, con cui hanno partecipato al festival di Sanremo nel 2006.

Sì che va meglio ma ti ho cercata comunque sia

Solo per dirti che mi dispiace che non sei più mia

Ma ogni storia ha un suo destino

E il nostro è questo qua

Questa è una canzone d’amore, anche se nel tempo sono nate interpretazioni ambigue e spesso poco credibili del testo. Già la prima strofa mette in chiaro le cose: la storia è finita e il protagonista, che inizia a sentirsi meglio, riflette con rassegnazione sul destino della sua relazione.

 Sì che va meglio

Ma ho conosciuto giorni migliori

Quando credevo che in molte cose fossimo uguali

Ma ogni uomo fa un percorso ed io mi fermo qua

E anche se lo accetto io so che

Solo lei mi ha, solo lei mi da

E nella seconda strofa questa rassegnazione cresce, emblematica è il verso “Ma ogni uomo fa un percorso ed io mi fermo qua”. La fine di questa relazione ha paralizzato il protagonista.


Sugarfree – Rockin’ Troubadour

Nel 2004 “Cleptomania” divenne un testo virale, che portò gli Sugarfree in cima alle classifiche italiane. Cavalcando l’onda di questo incredibile successo nel 2005 uscì l’album Clepto-manie. Ma la poetica che aveva portato il gruppo al successo era impossibile da sviluppare, non lasciava spazio ad evoluzioni. Quel pensare fuori dagli schemi , alla fine, fu una bella novità che non ha avuto conseguenze e gli Sugarfree, nonostante abbiano creato brani interessanti, non sono mai riusciti davvero a sfondare.

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Written by Enrico Roca

Enrico Roca

Capelli lunghi, barba e occhi chiari. Parlo poco, cerco di ascoltare molto. Amante di letteratura, la scrittura è la mia passione, ho pubblicato due romanzi e molte poesie. Appassionato di musica di ogni genere, in particolare il rock, i miei artisti preferiti sono Jim Morrison, Bon Jovi e James Blunt.

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