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Oscar 2018: tutti i vincitori e i migliori momenti della serata

La 90esima edizione degli Academy Awards ha un obiettivo chiaro: inaugurare la Hollywood del dopo Weinstein

Oscar 2018 - tutti i vincitori e i momenti migliori della serata

I premi Oscar 2018 sono stati consegnati nella notte tra domenica e lunedì al Dolby Theatre di Los Angeles. Anche quest’anno a condurre la cerimonia è stato il comico Jimmy Kimmel.

Com’era da aspettarsi, la 90sima edizione degli Oscar si è sviluppata da una parte celebrando l’importante anniversario con numerosi montaggi di pellicole di culto e dall’altra rendendo proprio il clima politico che imperversa in questi mesi a Hollywood, fra le politiche reazionarie di Trump e i movimenti femministi post-Weinstein. Le battute agrodolci del conduttore Jimmy Kimmel si sono concentrate principalmente su questi temi, mentre venivano annunciati i premi con grande attenzione al mondo femminile.

Nel suo monologo iniziale, Kimmel ha fatto subito una battuta sull’ “envelope-gate” della cerimonia dello scorso anno, quando il premio per il Miglior film fu all’inizio dato per sbaglio a La La Land. Kimmel ha detto: «Lo voglio dire: quest’anno quando sentite chiamare il vostro nome non alzatevi subito».

Parlando della statuetta dell’Oscar, Kimmel ha detto: «Oscar è un uomo molto rispettato a Hollywood, guardatelo, tiene le mani dove le si può vedere, non dice mai una parola fuori posto e, soprattutto, non ha il pene». Per incentivare i premiati a fare discorsi brevi, senza ringraziare cugini di secondo grado e altri parenti vari ed eventuali, Kimmel ha detto che chi avrebbe fatto il discorso più breve avrebbe vinto una moto d’acqua, messa in mostra da una bellissima ed intramontabile Helen Mirren.

La 90ma cerimonia degli Oscar non è stata particolarmente coinvolgente: ci sono state esibizioni canore e monologhi fra una premiazione e l’altra, ma era tutto sottotono, per nulla appassionante o avvincente. Nulla di ciò che è accaduto durante la serata ci ha fatto dire “Wow”. Deluse? Forse si.

Il palco degli Oscar 2018 oltre che essere quello dei vincitori, è stato anche quello dei movimenti in favore delle donne e delle minoranze, di cui le star hollywoodiane si fanno portavoce. L’intero star sistem americano ha il chiaro obiettivo di inaugurare una Hollywood post Weinstein. Nell’ultimo periodo tutte le grandi premiazioni si sono fatte portavoci di messaggi di uguaglianza, a partire dal discorso di Meryl Streep ai Golden Globes, in cui, sottilmente, denunciava l’America di Trump.

C’è un però: va bene l’uguaglianza e la parità dei diritti, va bene l’indignazione per alcune dinamiche, va bene la voglia di una “rivoluzione” e la volontà di cambiare le cose, però sembra quasi che le star facciano a gara a chi sostiene il movimento più figo. Sembra un volersi accaparrare consensi a destra e a manca e di cercare finanziatori e sostenitori per la campagna o il progetto di cui l’attore o l’attrice si fanno portavoce.

Onestamente, ho apprezzato molto le parole di Frances McDormand, che ha vinto l’Oscar come Miglior attrice protagonista per il film Tre manifesti a Ebbing, Missouri (diversi anni dopo averlo vinto per Fargo). Dopo essere salita sul palco ha fatto il discorso più imprevedibile e più applaudito dell’intera serata. Prima ha detto «mettetevi comodi perché ho un po’ di cose da dire». Poi ha invitato tutte le donne della platea candidate a un Oscar ad alzarsi in piedi e si è rivolta a Meryl Streep dicendo: «Meryl, se lo fai tu, lo faranno tutte». Streep si è alzata, seguita da tutte le altre nominate. McDormand ha concluso il suo discorso dicendo:

«Tutte abbiamo storie da raccontare e progetti da finanziare. Non parlateci di questa cosa alle feste di stasera. Invitateci nel vostro ufficio tra un paio di giorni o venite al nostro, come credete meglio, e vi diremo tutto. Ho due parole prima di lasciarvi stasera, signore e signori: INCLUSION RIDER».

“Inclusion rider” è una clausola, nota agli addetti ai lavori del cinema, che gli attori possono scegliere di inserire nei loro contratti per avere la garanzia che la troupe e il cast del film in cui reciteranno (quello per cui hanno firmato il contratto) rispetti un certo livello di inclusività.

Oscars 2018: All the highlights

Frances McDormand made every female nominee rise to her feet. This year's Oscars was one to remember. 🏆

Pubblicato da BBC One su lunedì 5 marzo 2018

 

Tornando alle premiazioni, come prevedibile, The Sape of Wather ha portato a casa quattro premi: ha vinto il premio come  miglior film, miglior scenografia e colonna sonora e Guillermo del Toro ha vinto il premio come miglior regista.

A Dunkirk di Christopher Nolan tre statuette tecniche fra cui miglior doppiaggio, mentre a Blade Runner 2049 due (effetti speciali e fotografia).

Chiamami col tuo nome di Guadagnino ha vinto per la miglior sceneggiatura non originale di James Ivory, quella originale è andata invece a Get Out.

Per quanto riguarda gli attori, i premi per i protagonisti sono andati a Gary Oldman per L’ora più buia e Frances McDormand per Tre manifesti fuori Ebbing, Missouri (con Jennifer Lawrence e Jodie Foster che hanno sostituito nella presentazione della miglior attrice Casey Affleck, il vincitore di miglior attore nel 2017 ma nel frattempo accusato di molestie); quelli per i non protagonisti a Allison Janney di I, Tonya e Samuel Rockwell di Tre manifesti.

 

Ecco i vincitori dei 90° premi Oscar:

Miglior film

La forma dell’acqua – The Shape of Water

 

Miglior regia

Guillermo del Toro, The Shape of Water – La forma dell’acqua

 

Miglior attrice protagonista

Frances McDormand, Tre manifesti a Ebbing, Missouri

 

Miglior attrice non protagonista

Allison Janney, I, Tonya

 

Miglior attore protagonista

Gary Oldman, L’ora più buia

 

Miglior attore non protagonista

Sam Rockwell, Tre manifesti a Ebbing, Missouri

 

Miglior film straniero

A Fantastic Woman (Cile)

 

Miglior film d’animazione

Coco

 

Miglior corto d’animazione

Dear Basketball

 

Miglior sceneggiatura originale

Get Out – Scappa

 

Miglior sceneggiatura non originale

Chiamami col tuo nome

 

Miglior colonna sonora originale

La forma dell’acqua – The Shape of Water

 

Miglior canzone originale

Remember me, Coco

 

Miglior montaggio

Dunkirk

 

Miglior fotografia

Blade Runner 2049

 

Miglior scenografia

La forma dell’acqua – The Shape of Water

 

Miglior costumi

Phantom Thread – Il filo nascosto

 

Miglior effetti speciali

Blade Runner 2049

 

Miglior trucco

L’ora più buia

 

Miglior effetti sonori

Dunkirk

 

Miglior documentario

Icarus

 

Miglior cortometraggio documentario

Heaven is a Traffic Jam on the 405

 

Miglior cortometraggio

The Silent Child

 

Miglior montaggio sonoro (“sound mixing”)

Dunkirk

Ah, poi la moto d’acqua  l’ha vinta il costumista Mark Bridges del film Phantom Tread – Il filo nascosto. Al momento della consegna è stato immortalato, molto divertito, a bordo del veicolo insieme alla Mirren.

Oscar 2018 – la moto d’acqua vinta da Mark Bridges

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Capelli ricci, rossetto e mascara sono il suo tratto distintivo. Per lei il cinema, un piacere che si concede ogni volta che può, è un modo per evadere dalla realtà ed immergersi in mondi nuovi. La musica, fedele compagna delle sue giornate, fa da sottofondo quando lavora, ma spesso si lascia trascinare dal sound e finisce col dimenticare ciò che stava facendo!

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