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Together – la Jam Session

Il gruppo Together, domenica 11 febbraio alle ore 19:00, vi aspetta alla Jam organizzata al Villaggio del Fanciullo.

Together - la Jam Session

Sorseggiare una birra in compagnia di buona musica dal vivo è sempre un’opportunità per incontrare persone, scambiare due chiacchiere e ampliare le proprie conoscenze musicali, e le Jam Session servono proprio a questo!

Fortunatamente, nella nostra zona, le Jam non mancano mai: domenica 11 febbraio alle ore 19:00, ad esempio, ci sarà una bella Jam Session organizzata da Together, un gruppo inter parrocchiale che riunisce intorno a se persone che sono accomunate dalla passione perla musica, il teatro e gli spettacoli.

Dopo il successo della prima Jam Session tenutasi al villaggio del Fanciullo, in via Luciano 3, il gruppo Together ha deciso di ripetere quest’esperienza con l’intento di divertirsi ancora, condividendo il proprio talento.

Per l’occasione abbiamo scambiato due chiacchiere con Salvatore Pone, che fa parte dei DoppioMalto e organizza Jam Session da un po’ di tempo, e con Gianluca di Bonito.

Come si svolgerà questa Jam Session che avete organizzato al Villaggio del Fanciullo e che ruolo ha il gruppo Together nell’organizzazione della Jam?

Salvatore Pone: «Il gruppo together funge da collante per porre in essere la serata, fornisce la struttura e gli strumenti e fa da accoglienza nell’auditorium del Villaggio del Fanciullo. Mi occuperò io della Jam Session in se e per se:  faremo una band resident in cui ci sono io, che faccio parte del gruppo Together, e ci sarà un batterista, un chitarrista e un bassista. I ragazzi del gruppo Together suoneranno insieme a noi anche brani del musical che stiamo facendo insieme al gruppo Together e poi daremo spazio agli altri».

Di Jam Session se ne organizzano tante, anche negli ambienti laici. Perché organizzarla proprio all’interno del Villaggio del Fanciullo e quindi con la Diocesi di Pozzuoli?

S.P.: «Facciamo questa jam session diocesana per coinvolgere anche un po’ di talenti della Diocesi di Pozzuoli, e se ci sono delle persone che hanno delle capacità e che vogliono metterle in comune o esprimersi, può essere per loro un’opportunità. Abbiamo deciso di farla con la collaborazione della Diocesi di Pozzuoli per dare visibilità al gruppo Together perché è un gruppo diocesano e inter parrocchiale che raccoglie persone da varie parrocchie, ma anche laici che sono accumunati dalla stessa passione per la musica, per la recitazione, per il canto. Allo stesso tempo vogliamo creare aggregazione perché il gruppo Together è un gruppo aperto, al quale possono partecipare ed aderire altri attori, cantanti, musicisti, ballerini, coreografi, sceneggiatori, e chi più ne ha più ne metta».

Nella locandina leggevo che questa Jam Session è intesa anche come una risposta ai vari talent che stanno spopolando.

S.P.: «Questa non è una gara o una competizione, possono esibirsi tutti. Anche le persone che ritengono che l’utenza media possa risultare poco accessibile, qui hanno la possibilità condividere la propria passione. È anche un modo per reclutare un po’ di persone che possano aderire al musical e al gruppo Together in maniera attiva e partecipativa».

Questa è la seconda Jam che viene realizzata in ambito diocesano, la prima com’è andata?

S.P. : «La prima è andata abbastanza bene e abbiamo avuto un buon riscontro, che  è stato positivo anche nel feedback: ascoltando i commenti delle persone sono rimasti molto soddisfatti, quindi è molto probabile che per questa seconda jam si scateni il passaparola».

Quindi le aspettative per questa seconda sessione sono abbastanza elevate.

S.P.: «Vogliamo raggiungere almeno il doppio dell’indotto. Non voglio dare un target di persone, ma contiamo di avere una bella partecipazione».

Parlami di questo musical. Sarà pronto fra un po’ a quanto ho capito, ma dove verrà messo in scena?

S.P.: «È un musical sulla vita di Cristo, da prima della nascita fino alla sua morte. Per ora siamo fermi a metà strada. È sostanzialmente un musical cattolico che consta sia di musiche che di testi originali. Il musical è diviso in tre parti: le prime due parti sono già complete, la terza parte non è stata ancora fatta, ci siamo fermati al tradimento di Giuda. I testi li ha scritte Nicola Currarone, il fondatore del gruppo Together. Per quanto riguarda gli arrangiamenti li sto scrivendo io. Una parte del musical è stata messa in scena varie volte: abbiamo iniziato nelle parrocchie e poi l’abbiamo fatto in qualche teatro parrocchiale. Ora stiamo riprendendo tutti gli arrangiamenti per portarlo a compimento. La differenza di questo musical, rispetto ad altri, è che la band suona dal vivo ed è presente in scena, è parte stessa della scena ed ogni musicista rappresenta un personaggio della storia che viene raccontata. Questo ovviamente comporta dei pro e dei contro, perché suonare ed essere circondasti contemporaneamente dagli attori presenti in scena comporta non poche difficoltà».

Spesso quando si fa qualcosa in abito parrocchiale e/o diocesano, molto spesso il laico, vede la jam session non di buon occhio e magari può pensare di non partecipare all’evento proprio perché si svolge all’interno di locali presi in prestito dalla Diocesi.  Voi che la jam già l’avete fatto, qual è il riscontro che avete avuto?

Gianluca: «Io credo che nelle cose, quello che conta è l’intenzione che uno ci mette: uno può fare rock, ma non necessariamente deve essere un “maledetto”. È tutta una questione di apertura mentale, anche un rockettaro può essere bigotto».

Salvatore: «La Diocesi ci ha lasciato carta bianca, perché l’apertura è nei confronti del gruppo Together, che non si è chiuso all’interno di una categorizzazione di genere musicale. Il genere musicale non è un limite. Per quanto riguarda la questione dei laici, forse il non partecipare resta a loro perché sono loro che si perderanno una bella serata. Il filo conduttore di questa Jam, è la musica in quanto tale. La musica può trasmettere tanti messaggi, che poi oguno interpreta a modo proprio.  Il non partecipare è un limite più per il laico che per il credente».

G: «Dipende tutto dall’attitudine che hai e dall’intenzione che ci metti. Per me, ad esempio, per quanto riesce ad essere toccante, la musica stessa è una preghiera».

S: «Il nostro obiettivo è anche quello di creare un ambiente sano, dove non ci sono interessi ne secondi fini, di stare insieme come se facessimo una festa, vogliamo creare un momento di condivisione e di aggregazione. Vogliamo accomunare le persone con lo stesso interesse, che è quello della musica».

Beh, se volete ascoltare un po’ di buona musica dal vivo, scambiare due chiacchiere e, perché no, suonare o cantare, questa Jam Session fa per voi.

Per maggiori info sull’evento clicca QUI

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Capelli ricci, rossetto e mascara sono il suo tratto distintivo. Per lei il cinema, un piacere che si concede ogni volta che può, è un modo per evadere dalla realtà ed immergersi in mondi nuovi. La musica, fedele compagna delle sue giornate, fa da sottofondo quando lavora, ma spesso si lascia trascinare dal sound e finisce col dimenticare ciò che stava facendo!

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