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Tre Manifesti a Ebbing, Missouri – la recensione

Il film è stato premiato al Festival di Venezia, ha ottenuto 6 candidature ai Golden Globes, vincendone 4.

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri - La recensione

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri è indiscutibilmente potente.

La storia, ha di  per sé un potenziale drammatico elevato: racconta la storia di Mildred Hayes (Frances McDormand), una madre che a un anno dalla scomparsa della figlia, stuprata e poi uccisa, decide di attuare una protesta contro le forze dell’ordine scrivendo su tre grandi insegne pubblicitarie frasi diffamanti nei confronti del corpo di polizia locale, mettendo particolarmente in cattiva luce lo sceriffo Bill Willoughby (Woody Harrelson), fino ad allora rispettato dall’intera contea. Da questo ne diviene un rapporto conflittuale tra la protagonista e i gendarmi.

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri – Mildred Hayes (Frances McDormand) e lo sceriffo Bill Willoughby (Woody Harrelson)

 

Il regista, Martin McDonagh,  decide di mostrarci i personaggi con una narrativa estremamente lenta, pesante, talvolta ridondante. Lo scopo è sicuramente quello di restituire allo spettatore le emozioni trasmesse dagli attori, tutti eccezionali direi, nella maniera più profonda possibile. In questo contesto narrativo però, viene inserita una sottotrama di violenza estrema che ci accompagna durante tutto il film, fino al finale.

Così che dopo un inizio lento, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri sembra prendere ritmo con le prime scene di violenza. Ribadisco, sembra, perché in fondo il film non prende mai ritmo, dopo che lo spettatore vive le emozioni di questi atti violenti, crudi, talvolta volgari, si aspetta che il film cresca portando la storia ad una soluzione. In questo film, ciò non accade. Dopo i momenti di climax, si torna ad una calma e ad una lentezza che è disarmante. Si ritorna dai singoli personaggi che si flagellano per quel che hanno fatto, e lo spettatore, si trova spiazzato davanti ad un racconto che va costantemente avanti e in dietro, dapprima verso la soluzione, la vittoria del buono, poi verso la desolazione dei singoli personaggi.


Tre Manifesti a Ebbing, Missouri – Mildred Hayes (Frances McDormand)

Il tutto viene accompagnato da una chiave di ironia, che però, a parer mio, non è abbastanza forte e tagliente da accostarsi al livello drammatico del film. Questa chiave ironica sembra buttata lì, a volte un po’ forzata e quindi rischia di infastidire, come la presenza di Peter Dinklage, il celebre nano della serie Game of Thrones.

Ad ogni modo è un film tecnicamente bene fatto. La fotografia, molto naturale, collabora al meglio con i concetti voluti esprimere dalla regia. Anche nelle scene più cruente, l’immagine rispecchia il significato della scena, senza troppi “effetti”, lasciando spazio e modo allo spettatore di concentrarsi sullo sguardo del personaggio piuttosto che sul contesto.

Ad ogni modo, Tre Manifesti a Ebbing Missouri è stato premiato al Festival di Venezia, ha ottenuto 6 candidature Golden Globes, vincendone 4. 

Tre Manifesti a Ebbing, Missouri è un film sicuramente da vedere perché lascia qualcosa, ma anche un film che potrà non piacere a molti.

In ogni caso, buona visione.

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Written by Raffaele Prejanò

Raffaele Prejanò

Vivo di arte, di musica, di buon vino, di bellezza.. ma soprattutto di cinema. Sono uno di quelli che il cinema lo fa, lo critica, lo apprezza, lo ama e lo odia. Ciò che le pellicole mi comunicano, io lo butto fuori a parole. Quindi, parliamone.

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