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Blade Runner 2049: il ritorno dei Replicanti

Blade Runner 2049

Dopo anni di rumours e vari cambi di registi e produttori, esce finalmente nelle sale di tutto il mondo Blade Runner 2049, sequel dell’ormai cult Blade Runner, del 1982, diretto da Ridley Scott. Questa volta dietro la macchina da presa troviamo Denis Villeneuve (già famoso per film come Sicario o Arrival), con un cast di attori di un certo livello. Tra questi possiamo menzionare Ryan Gosling, Robin Wright, Dave Bautista, Jared Leto e il ritorno di Harrison Ford.

Non è facile raccontare in breve la storia del film, ma iniziamo col dire che si parte dall’anno 2049, quando ormai i nuovi modelli di replicanti si sono integrati nella società. Il protagonista, un agente di polizia (Ryan Gosling), dà la caccia ai modelli più vecchi che invece sono considerati ribelli. E’ proprio in uno scontro con uno di questi che viene ritrovato qualcosa di straordinario e di impensabile: si scopre infatti che anche i replicanti potrebbero essere in grado di riprodursi e che è già avvenuta una nascita di questo tipo. Si cerca quindi di capire dove possa essere questo bambino, ma l’agente viene ostacolato dalle azioni della Wallace Industries, produttrice di replicanti, che persegue lo stesso scopo, ma con fini diversi.

Nel corso di questa ricerca ci si immerge sempre più in un mondo buio, dove non arriva mai un raggio di sole, in cui la tecnologia è ovunque e il sesso ormai non è più qualcosa che va nascosto, qualcosa di peccaminoso. Si accenna a qualcosa di accaduto anni prima che ha portato alla distruzione di molti dati digitali e a un alto livello di inquinamento e radiazioni nel mondo, come nella Los Angeles che ci viene mostrata; una città desolata e in cui il tempo sembra essersi fermato a decenni prima.

Blade Runner 2049

 

Possiamo fare certamente dei paragoni con il film originale. Già i due protagonisti sono molto diversi tra loro, ma allo stesso tempo simili: nel caso dell’agente Deckard (Harrison Ford), si tratta di un uomo (?) che deve dare la caccia ai replicanti, ma che è sconvolto dai dubbi sulla sua missione e successivamente anche sulla sua identità, nel fatto di non essere così diverso dai suoi nemici; un dubbio che rimane senza una risposta ben definita. L’agente K (Ryan Gosling) è invece un nuovo modello di replicante, perfettamente obbediente agli ordini dei suoi superiori, che non dubita di nulla. Fino al momento in cui, però, perde ogni certezza e sicurezza e il suo mondo inizia a cadere a pezzi.


Blade Runner 2049

 

In generale i personaggi risultano piuttosto interessanti, anche se la figura del cattivo, in questo caso interpretato da Jared Leto, non ha molto spazio nel film e non può reggere certamente il confronto con  Roy Batty, il replicante del primo film, interpretato da Rutger Hauer.

Un tema molto importante è quello del ricordo. Ai nuovi modelli vengono impiantati nel cervello dei ricordi creati ad hoc, che riprendono qualcosa vissuto da altre persone o inventati di sana pianta, e che in questo modo simulano una vita passata. Loro sanno che tali ricordi sono finti, ma sono necessari perché possano avere una vita normale.

Blade Runner 2049

 

Le immagini sono sicuramente qualcosa di spettacolare e perfetto in ogni dettaglio. Inoltre anche se la durata del film potrebbe spaventare qualcuno, bisogna dire che l’attenzione è mantenuta sempre piuttosto alta, anche se la trama procede abbastanza lentamente. Il finale si può considerare “aperto” in alcuni punti e si apre alla possibilità di un nuovo capitolo della saga. Purtroppo però dai primi dati sembra che il film non stia incassando molto rispetto al budget speso per la produzione.

Da parte mia vi consiglio di andarlo a vedere, dopo aver visto l’originale, ma di non cercare troppo di fare un paragone tra i due…sono film che in fondo sono molto diversi tra loro.

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Written by Simone Giorgi

Simone Giorgi

Nerd allo stadio avanzato e collezionista sfrenato di fumetti, ha sempre bisogno della sua dose quotidiana di film o serie tv per superare la giornata. Frequentatore assiduo di concerti, i suoi generi preferiti sono il rock e l'indie italiano.
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