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Lovers Film Festival, la 32° edizione

Lovers Film Festival

Si è conclusa il 20 giugno a Torino la 32° edizione del Lovers Film Festival, il festival cinematografico che raccoglie una selezione di lungometraggi, cortometraggi e documentari dall’orientamento e dalle tematiche LGBTQI.

Nato nel 1986 con l’obiettivo di reagire ad un cinema che stereotipava e utilizzava il “personaggio” omosessuale in ruoli marginali e, molto spesso, offensivi, il Lovers Film Festival (che ha cambiato più volte nome nel corso degli anni) si è affermato prima come semplice rassegna cinematografica, poi come un festival internazionale a tutti gli effetti.

L’edizione di quest’anno si è posta nuove domande sul cinema e la rappresentazione delle molteplici identità arcobaleno: “in che direzione sta andando la produzione cinematografica LGBTQI, considerata da molti di nicchia, quando proprio Moonlight, una pellicola black a tematica omosessuale, vince l’Oscar come miglior film aggiudicandosi altri centinaia di premi in giro per il mondo?”

La risposta a questo quesito è negli 80 film in gara: anteprime italiane, internazionali e mondiali, scelte dalla call e dai maggiori festival internazionali (Tribeca, Cannes, Berlino, Sundance), disposti su quattro concorsi, numerosi eventi speciali dal carattere interdisciplinare, momenti di formazione fuori e dentro il cinema e una programmazione off musicale.

Il premio Future Love per il miglior cortometraggio è andato a “Millimeterle” di Pascal Reinmann, il premio Real Love per il miglior documentario a “Ri Chang Dui Hua (Small Talk)” del taiwanese Hui-chen Huan e il premio Irregular Lovers come miglior film a “Mephobia” di Mika Gustafson.

Ma il più apprezzato (non a caso vincitore del premio economicamente più sostanzioso!) è stato, nella categoria lungometraggi All the Lovers, il sudafricano “The Wound” di John Trengove, che racconta la storia di un gruppo di adolescenti di etnia Xhosa che si prepara all’Ukwaluka, il rito della circoncisione che segna il passaggio verso l’età adulta.

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Written by Anna Improta

Anna Improta

Con una laurea e mezza nel cassetto, ancora cerca di capire cosa vuole fare e dove vuole andare. Nel frattempo, oltre a lamentarsi per gli esami come ogni studentessa che si rispetti, parla (troppo), scrive, legge, mangia compulsivamente caramelle gommose e guarda film e telefilm come se non ci fosse un domani

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