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Guns N’ Roses: concerto ad Imola, 10 giugno 2017

Guns N’ Roses

 

I Guns N’ Roses tornano a Imola dopo 24 anni e lo fanno nel miglior modo possibile.

Con il Not In This Lifetime tour, che prende il nome da una frase pronunciata da Axl Rose nel 2012 in merito a una possibile reunion della band originale, dopo lo scioglimento nei primi anni ’90, buona parte della band originale torna finalmente insieme.

La location scelta è quella dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, luogo che nel 2015 aveva ospitato anche l’unico concerto in Italia degli AC/DC. In 90mila rispondono alla chiamata della band per dare vita a quello che è stato di sicuro l’evento rock internazionale dell’anno.

I timori alla vigilia erano giustamente presenti, visto che negli ultimi anni Axl non si era più dimostrato all’altezza della sua fama, ma sono stati subito smentiti. La band, con una formazione quasi al completo, con Slash alla chitarra, Duff Mckagan al basso e Dizzy Reed alle tastiere sembra mostrare una perfetta sincronia come se non fosse passato un anno dalla loro separazione.

Ovviamente un po’ gli anni si fanno sentire e lo vediamo soprattutto nel loro fisico che non è più quello di una volta, ma reggono alla perfezione quasi tre di concerto. La voce di Axl, anche se non potente come un tempo, è sempre graffiante e all’altezza del compito.

Il caldo non risparmia le migliaia di fan arrivati all’autodromo dalla mattina, ma l’attesa viene ben ripagata. I concerti iniziano alle 18.45 circa con i due gruppi di apertura, Phil Campbell and the Bastard Sons (gruppo fondato dall’ex batterista dei Motorhead), che tra le canzoni presentate include anche una cover di Ace of Spades e “The Darkness”, gruppo britannico con sonorità molto rock e potenti. Purtroppo in alcuni casi l’audio non è dei migliori con piccoli problemi tecnici per le prime band ma poi tutto si stabilizza alla perfezione. Soprattutto i Darkness riescono a riscaldare al meglio il pubblico con le loro canzoni più conosciute.

Alle 20.45 compare sui tre grandi schermi del palco il classico logo dei Guns N’ Roses e si inizia poi con l’intro che comprende la sigla dei Looney Tunes e The Equalizer, di Harry Gregson-Williams.

Guns N’ Roses

 

Si inizia con It’s so easy, brano del primo album Appetite for destruction che ha segnato la storia della band e della musica in generale, che apriva anche i primi tour della fine degli anni ’80. Si prosegue poi con tutti i classici più famosi della band come Welcome to the jungle, Sweet child o’mine o November Rain (con Axl al piano), intervallati anche da piccole chicche come Coma o Estranged, brani di circa 10 minuti dal doppio album Use your illusion I & II, e varie cover tra cui Black hole sun dei Soundgarden, in omaggio a Chris Cornell, che scatena nel pubblico un lungo applauso, o una cover strumentale di Wish you were here dei Pink Floyd, che fa cantare tutto l’autodromo.

Duff canta la cover dei Misfits, Attitude, e Slash si scatena con lunghi assoli, tra cui la sua personale versione del tema del film “Il padrino”, che fa da introduzione a Sweet child o’mine. Dopo circa due ore il gruppo esce per una piccola pausa per poi tornare e concludere con alcune canzoni, tra cui Paradise City, con cui la band saluta il pubblico tra fuochi d’artificio e coriandoli.

In definitiva i Guns N’ Roses hanno dimostrato di saperci ancora fare e di aver ormai superato e messo da parte i problemi del passato; ora si pensa al futuro. Che ci sia forse nei piani di Axl e soci un nuovo disco? Staremo a vedere…e speriamo che non ci mettano lo stesso numero di anni impiegati per pubblicare Chinese Democracy!

Scaletta:

“It’s So Easy”
“Mr. Brownstone”
“Chinese Democracy”
“Welcome to the jungle”
“Double Talkin’ Jive”
“Better”
“Estranged
“Live and Let Die”
“Rocket Queen”
“You Could be mine”
“Attitude” (Misfits cover)
“This I Love”
“Civil War”
“Yesterday”
“Coma”
Godfather Theme (slash)
“Sweet child o’ mine”
“My michelle”
“Wish you were here” (Pink Floyd cover)
“Layla” (intro Eric Clapton) /”November rain”
“Knockin’ on heaven’s door”
“Nightrain”

Encore:

“Don’t cry”
“Black hole sun” (Soundgarden cover)
“The seeker” (The Who cover)
“Paradise city”

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Written by Simone Giorgi

Simone Giorgi

Nerd allo stadio avanzato e collezionista sfrenato di fumetti, ha sempre bisogno della sua dose quotidiana di film o serie tv per superare la giornata. Frequentatore assiduo di concerti, i suoi generi preferiti sono il rock e l'indie italiano.
Marchigiano doc non rinnegherà mai le sue origini...e i vincisgrassi!

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